Tutti crediamo di sapere cosa sia la sostenibilità. Abbiamo imparato a distinguere ciò che è “verde” da ciò che non lo è, a riconoscere comportamenti virtuosi e colpe individuali, a fidarci di etichette, compensazioni, tecnologie e nuovi modelli di consumo. Ma cosa succede se allarghiamo l’inquadratura?
InSostenibile parte proprio da qui. Dal tentativo di guardare oltre la versione rassicurante della rivoluzione verde e mettere insieme pezzi che normalmente osserviamo separatamente: le miniere necessarie alle tecnologie che consideriamo pulite, il costo sociale della transizione, la montagna di vestiti che continuiamo a produrre e buttare, i crediti di carbonio con cui proviamo a compensare ciò che non riusciamo a cambiare, l’impatto materiale di un mondo sempre più digitale, il peso della Cina nelle nuove filiere e le contraddizioni di un modello che vorrebbe cambiare tutto senza rinunciare quasi a nulla.
“La sostenibilità diventa davvero interessante quando smettiamo di chiederci se qualcosa è verde e cominciamo a chiederci che cosa c’è dietro.”

























