InSostenibile

IL PREZZO NASCOSTO DELLA RIVOLUZIONE VERDE

Tutti crediamo di sapere cosa sia la sostenibilità. Abbiamo imparato a distinguere ciò che è “verde” da ciò che non lo è, a riconoscere comportamenti virtuosi e colpe individuali, a fidarci di etichette, compensazioni, tecnologie e nuovi modelli di consumo. Ma cosa succede se allarghiamo l’inquadratura?

InSostenibile parte proprio da qui. Dal tentativo di guardare oltre la versione rassicurante della rivoluzione verde e mettere insieme pezzi che normalmente osserviamo separatamente: le miniere necessarie alle tecnologie che consideriamo pulite, il costo sociale della transizione, la montagna di vestiti che continuiamo a produrre e buttare, i crediti di carbonio con cui proviamo a compensare ciò che non riusciamo a cambiare, l’impatto materiale di un mondo sempre più digitale, il peso della Cina nelle nuove filiere e le contraddizioni di un modello che vorrebbe cambiare tutto senza rinunciare quasi a nulla.

“La sostenibilità diventa davvero interessante quando smettiamo di chiederci se qualcosa è verde e cominciamo a chiederci che cosa c’è dietro.”

PERCHÉ HO SCRITTO QUESTO LIBRO

Questo libro nasce da dentro. Mette insieme l’uomo che vive ogni giorno, osserva, compra, viaggia, parla con la propria famiglia e con gli amici, e il professionista che per anni ha lavorato sui temi della sostenibilità.

Molte delle domande che attraversano il libro non sono nate in una sala riunioni o davanti a uno studio accademico. Sono nate a tavola, in viaggio, in macchina, parlando con persone vicine a me. Domande semplici, a volte quasi banali, ma proprio per questo potenti: “Ma questa cosa è davvero sostenibile?”, “Chi paga il costo?”, “Perché dovrei fidarmi?”, “Se faccio tutto quello che mi chiedono, cambia davvero qualcosa?”.

E spesso mi sono accorto che non avevo una risposta pronta.

“Questo libro nasce proprio lì: nel punto in cui il professionista smette di parlare e torna a farsi le domande dell’uomo normale.”

Non sono uno scienziato, non sono un grande economista e non pretendo di avere una teoria definitiva sul futuro del pianeta. Sono una persona che ha avuto la fortuna di lavorare per molti anni dentro questi temi e che, proprio per questo, ha imparato a diffidare delle risposte troppo facili.

Scrivere InSostenibile è stato il modo più naturale per mettere insieme esperienza professionale, dubbi personali, dati, viaggi, conversazioni e contraddizioni.

Perché è nato (In)Sostenibile

Un racconto personale sull’origine del libro: le domande nate nel lavoro e quelle nate nella vita quotidiana, il bisogno di scendere da qualsiasi piedistallo e il desiderio di affrontare la sostenibilità con lo sguardo di una persona normale prima ancora che con quello di un professionista.

IL CILE. ANDARE A VEDERE.

A un certo punto i numeri, gli studi e i report non mi sono più bastati. Volevo vedere cosa accade nei luoghi che normalmente rimangono fuori dalla nostra fotografia. Ma è stato un caso. Il destino che mi ha condotto in quelle terre e mi ha fatto riflettere su qualcosa che era vicinissimo ma che non riuscivo a vedere in modo chiaro. È così che sono arrivato in Cile, attraversando il Salar de Atacama, il Nord minerario del Paese, Alto Hospicio e poi un territorio completamente diverso come quello di Pucón e del vulcano Villarrica.

Nelle foto: la regione dell’Araucanía e le sue foreste

Il Cile è diventato la geografia del libro perché contiene, quasi fisicamente, molte delle sue contraddizioni: una natura straordinaria e risorse desiderate dal resto del mondo, ricchezza e disuguaglianza, consumo e rifiuti, sviluppo e fragilità dei territori. Il viaggio mi ha permesso di passare continuamente dalla teoria alla realtà e, soprattutto, di incontrare persone capaci di raccontarmi quello stesso paesaggio da prospettive che non avrei potuto trovare in nessun report.

Nelle foto: sulle pendici del vulcano Villarrica: Pichillancahue Glacier

“Volevo smettere di guardare la sostenibilità da lontano. Avevo bisogno di vedere con i miei occhi cosa succede dall’altra parte.”

Nei video e nelle foto: il deserto di Acatama

INSOSTENIBILE

IL PREZZO NASCOSTO DELLA RIVOLUZIONE VERDE

Nicola Tagliafierro
Chiarelettere

QUELLO CHE TROVERETE NEL LIBRO

IL PREZZO INVISIBILE DELLE COSE “VERDI”

Dietro molti oggetti e comportamenti che associamo alla sostenibilità esistono materiali, acqua, territorio, lavoro, infrastrutture e catene globali che tendiamo a non vedere. Il libro prova a rimetterli dentro la fotografia. La visione unica è il vero elefante nella stanza. Siamo abituati a vedere solo dei pezzi ed associare un valore ed un giudizio che a dire il vero conta ben poco se non contestualizzato nell’insieme.

IL PARADOSSO DEI NOSTRI CONSUMI

Vogliamo prodotti più sostenibili senza rinunciare alla quantità, alla velocità e ai prezzi ai quali ci siamo abituati. Il fast fashion è forse uno degli esempi più evidenti: possiamo migliorare materiali e processi, ma resta una domanda più scomoda su quanto continuiamo a produrre, comprare e buttare.

LA SOSTENIBILITÀ CHE NON TUTTI POSSONO PERMETTERSI

Molte delle scelte considerate più virtuose richiedono denaro, tempo, infrastrutture e possibilità che non sono distribuite allo stesso modo. Se diventa un privilegio, la sostenibilità rischia di perdere proprio una delle condizioni necessarie per funzionare: il consenso delle persone.

L’ILLUSIONE DI COMPENSARE TUTTO

Abbiamo costruito strumenti capaci di trasformare anche gli impatti ambientali in numeri, certificati e crediti. Alcuni sono utili, altri rischiano di regalarci soprattutto una sensazione di assoluzione. Il punto non è demonizzare la compensazione, ma chiedersi quando aiuti realmente a cambiare qualcosa e quando serva invece a evitare il cambiamento.

IL MONDO DIGITALE È MOLTO MENO IMMATERIALE DI QUANTO SEMBRI

Intelligenza artificiale, cloud, streaming e servizi digitali sembrano appartenere a un universo senza peso. Dietro uno schermo esistono invece edifici, acqua, materiali, infrastrutture e consumi enormi. Anche il futuro più tecnologico continua ad avere una geografia molto fisica.

GUERRE, CRISI E PRIORITÀ

Le grandi emergenze degli ultimi anni hanno mostrato quanto rapidamente ambiente e clima possano arretrare quando sicurezza, costo della vita, competitività o geopolitica diventano più urgenti. Anche questo fa parte della sostenibilità reale: non esiste nel vuoto, ma compete continuamente con altre priorità delle società.

Nelle foto: la conferenza di Antofagasta

LA DOMANDA NON È: “SIAMO SOSTENIBILI?”

Una delle idee che attraversa il libro è che forse abbiamo sbagliato anche la domanda. La sostenibilità non è uno stato puro che si raggiunge una volta per tutte e non è una patente morale da assegnare a prodotti, aziende o persone. È piuttosto una ricerca continua di equilibrio, fatta di alternative imperfette, conseguenze, compromessi e scelte che cambiano nel tempo.

Per questo InSostenibile non cerca di dividere il mondo tra buoni e cattivi, sostenibili e insostenibili. Prova a fare qualcosa di più difficile: tenere insieme cose vere che a volte sembrano contraddirsi.

“La realtà non è verde o nera. È quasi sempre più scomoda.”

COSA SPERO RESTI DOPO L’ULTIMA PAGINA

Non vorrei che questo libro convincesse tutti delle stesse cose. Sarebbe quasi una contraddizione rispetto al motivo per cui l’ho scritto. Vorrei piuttosto che lasciasse un dubbio in più e qualche automatismo in meno.

Che davanti a un prodotto definito sostenibile venisse spontaneo chiedersi cosa significhi davvero. Che una percentuale, una certificazione o una promessa non bastassero più da sole. Che diventasse naturale cercare quello che manca dalla fotografia, confrontare conseguenze diverse e accettare che spesso non esista una soluzione perfetta, ma solo la possibilità di scegliere quella meno sbagliata.

Vorrei soprattutto recuperare una cosa che negli ultimi anni abbiamo progressivamente perso: la libertà di discutere di sostenibilità senza dover appartenere a una tifoseria.

COSA SPERO LASCI QUESTO LIBRO

Un video più personale sul messaggio che vorrei restasse al lettore: non una nuova verità da imparare, ma un modo più libero, curioso e realistico di affrontare i problemi.

UN LIBRO CHE MI SOMIGLIA

InSostenibile arriva dopo molti anni di lavoro, viaggi, studio, incontri e cambiamenti di prospettiva. Ma soprattutto mette insieme due parti di me che spesso, nella vita professionale, tendiamo a separare: quello che so e quello che sento.

Il professionista porta dati, esperienza, metodo e confronto con mondi diversi. L’uomo porta dubbi, paure, domande semplici, conversazioni con gli amici, discussioni in famiglia, contraddizioni quotidiane.

È dall’incontro tra queste due parti che nasce il libro.

“Non ho scritto questo libro da esperto che vuole spiegare il mondo agli altri. L’ho scritto da persona normale che, avendo avuto la possibilità di vedere alcune cose da vicino, ha sentito il bisogno di condividerle.”

INSOSTENIBILE

IL PREZZO NASCOSTO DELLA RIVOLUZIONE VERDE

Nicola Tagliafierro
Chiarelettere